ANATOCISMO E USURA BANCARIA

Anatocismo bancario

In linea di principio, l’anatocismo può essere definito come la produzione di interessi, detta anche capitalizzazione, da altri interessi scaduti. In sostanza, il tasso di interesse che dovrebbe essere applicato solo sul semplice capitale viene in realtà applicato al capitale maggiorato degli interessi già maturati precedentemente, con la conseguenza di provocare una produzione di interessi esponenzialmente sempre più elevata.

In ambito bancario, questo sistema consiste nel far si che gli interessi che maturano su di un conto corrente vengano addebitati dagli istituti di credito direttamente sul conto stesso divenendo una somma sulla quale successivamente maturano ulteriori interessi. Più precisamente, le banche italiane erano solite liquidare gli interessi a debito dei correntisti con cadenza trimestrale mentre quelli a credito con cadenza annuale.

Questo calcolo che le banche ponevano in essere, anche conosciuto come capitalizzazione trimestrale degli interessi, veniva effettuato solo sui saldi di conto corrente passivi dei correntisti e provocava un disallineamento nella maturazione degli stessi rispetto a quelli di conto corrente attivi censurato anche in sede di Cassazione in quanto ritenuto in contrasto con l’art. 1283 c.c.

Usura bancaria

Com’è noto, in generale il fenomeno dell’usura consiste nella pratica di fornire prestiti di somme di denaro a tassi di interesse oltre le soglie fissate dalla legge.

In ambito bancario, questo fenomeno si verifica ogni qualvolta il cliente, a fronte della stipula di un contratto di mutuo o di conto corrente, versi all’istituto di credito un corrispettivo che oltrepassi il tasso di interesse massimo, detto “tasso soglia”, stabilito con cadenza trimestrale dalla Banca d’Italia. In particolare, il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali.

Pertanto, qualora una banca o una società finanziaria pretenda la restituzione di interessi superiori al tasso soglia consentito per effetto di un contratto di mutuo, finanziamento, leasing, contratto di apertura di conto corrente, è facoltà del cliente: opporsi chiedendo eventualmente anche la restituzione degli importi indebitamente versati; chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali e non se dalla chiusura del finanziamento dovuta alla mancata corresponsione di interessi usurari siano scaturiti dei danni materiali o morali a sé o all’impresa; chiedere il risarcimento dei danni nel caso in cui la banca abbia, in forza di un mancato pagamento di interessi usurari, effettuato ingiustamente una segnalazione alla Centrale Rischi presso la Banca d’Italia.

Per la lotta contro l’usura sono stati istituiti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze due Fondi:

  • a) Il Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura (art. 14 Legge n. 108/1996) è destinato all’erogazione di mutui a soggetti esercenti attività imprenditoriale o di lavoro autonomo che siano parti offese in procedimenti penali per il reato di usura;
  • b) Il Fondo per la prevenzione del fenomeno dell’usura (art. 15 Legge n. 108/1996) è invece destinato alla erogazione di contributi a consorzi o cooperative di garanzia collettiva fidi (denominati CONFIDI) oppure a fondazioni e associazioni riconosciute, garantendo le banche per finanziamenti a medio termine o linee di credito a breve termine a favore di piccole e medie imprese.