Mag 31

Cancellazione del debito: il caso del tribunale di Busto Arsizio

Cancellazione del debito: il caso del tribunale di Busto Arsizio

Una delle prime pronunce in tema di sovraindebitamento nel nostro Ordinamento giuridico viene emessa nel 2014 dalla Seconda Sezione Civile del Foro di Busto Arsizio.

Trattasi, in particolare, di istante persona fisica che ha quale unico creditore l’Agente della Riscossione Equitalia spa in relazione ad alcune imposte non versate e pari ad oltre € 85.000,00.

Il suo unico bene di proprietà è costituito dalla porzione di 1/6 di uno stabile e, malgrado l’opposizione dell’ente creditore, la soluzione contenuta nel piano avanzato al Giudice designato, poi da questi condivisa, è stata quella di disporre la vendita di detta quota agli altri comproprietari, destinandone successivamente il ricavato alla stessa Equitalia.

Con l’omologa resa dal Giudice, il debitore istante si è visto quindi cancellare in toto il debito precedentemente contratto così producendo nei suoi riguardi un effetto esdebitativo.

È bene ricordare che affinché possa darsi luogo al Piano del Consumatore occorrono la meritevolezza e la fattibilità del Piano stesso.

Il primo requisito è volto ad impedire che possano accedere al Piano tutti quei soggetti che hanno contratto debiti in modo sproporzionato rispetto alle proprie capacità patrimoniali senza una razionale e sensata possibilità di potervi fare fronte.

Mentre il secondo mira a convincere il Giudice circa la reale possibilità che il debitore ­istante garantisca il soddisfacimento delle pretese creditorie, anche fornendo idonee garanzie.

Nella vicenda in questione il giudicante ha dunque ritenuto assolti predetti requisiti consentendo all’istante una notevole riduzione del debito originario.

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