Mag 16

Creditori chirografari: minime percentuali di soddisfacimento

Creditori chirografari: minime percentuali di soddisfacimento

Il Tribunale di Bergamo ha recentemente chiarito quale sia il ruolo del Giudice nel momento in cui è chiamato a omologare l’accordo con i  creditori chirografari, ammettendo una percentuale di soddisfacimento degli stessi molto bassa.
Con il decreto di omologazione del 31 marzo 2015, il Giudice Delegato del suddetto Tribunale ha statuito che quando la domanda di omologazione non sia accompagnata da alcuna contestazione da parte dei creditori chirografari, la valutazione cui il giudice delegato è chiamato non può inerire alla convenienza della proposta in merito alla percentuale di soddisfacimento rispetto all’ipotesi alternativa del pagamento derivante dalla liquidazione concorsuale del patrimonio del debitore.
Il giudizio di convenienza è infatti riservato alla massa dei creditori chirografari, che sono chiamati ad esprimersi sulla detta proposta di accordo, con l’eventuale approvazione, nonché a chi abbia dissentito in sede di votazione, cui deve ritenersi sia riservato lo strumento della contestazione della proposta.
Il giudice delegato è invece chiamato a valutare esclusivamente la legittimità del procedimento e la fattibilità del piano sottostante alla proposta, senza dover valutare la percentuale di soddisfacimento.
Per legittimità s’intende “la sussistenza delle condizioni di ammissibilità sostanziali e formali della procedura concorsuale, la carenza di ragioni ostative all’omologazione, la mancanza, nei contenuti della proposta, di violazioni a norme imperative”.
Per fattibilità s’intende l’idoneità degli accordi a soddisfare i creditori chirografari come da proposta.
Non devono, inoltre, risultare compiuti atti in frode ai creditori, in quanto, trattandosi di un istituto avente natura concordataria, è imprescindibile, ai fini dell’omologa della relativa domanda, la previsione di un soddisfacimento che coinvolga tutti coloro con titolo anteriore al momento di apertura del concorso.
Esaminata la sussistenza di tali presupposti, il Tribunale di Bergamo, in persona del Giudice Delegato, ha omologato una proposta di accordo con i creditori chirografari per la composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi della legge n. 3/2012 che prevedeva una percentuale soddisfacimento dei creditori chirografari pericolosamente vicina allo zero ossia del 2,5%, come approvata dai creditori.

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