Ott 20

Debiti non pagati: è più facile accedere al sovraindebitamento

Debiti non pagati: è più facile accedere al sovraindebitamento

Nel Febbraio 2016 la Suprema Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 1869/2016, ha semplificato le possibilità di accedere al sovraindebitamento (per risolvere i debiti non pagati) interpretando estensivamente la nozione di consumatore contenuta nella Legge n. 3/2012.

I magistrati della I Sezione Civile, infatti, sono stati investiti della questione da parte di un debitore, persona fisica e titolare di partita IVA, che si era opposto ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Monza in cui veniva sancita la sua estraneità alla nozione di consumatore ex art. 6 comma 2 lett. b della Legge n. 3/2012.

In sostanza, il Tribunale di Monza, aderendo ad una interpretazione restrittiva del concetto di consumatore, gli aveva impedito di accedere ai benefici e vantaggi contenuti nella Legge n. 3/2012 in quanto i propri debiti non pagati erano sorti da attività di impresa.

La Corte di Cassazione, ribaltando questa interpretazione, che fino ad allora era stata pressoché unanime all’interno delle varie Corti territoriali, ha statuito che la nozione di consumatore non deve avere: “riguardo in sé e per sé ad una persona priva, dal lato attivo, di relazioni di impresa o professionali potendo il soggetto anche svolgere l’attività di professionista o imprenditore” l’importante è che “risulti aver contratto obbligazioni per far fronte ad esigenze personali o familiari o della più ampia sfera attinente agli impegni derivanti dall’estrinsecazione della propria personalità sociale anche a favore di terzi ma senza riflessi diretti in un’attività di impresa o professione propria“.

Con questa interessante massima, la Suprema Corte esprime due concetti, rendendo di fatto più facile accedere alla procedura di sovraindebitamento:

Da un lato consente anche all’imprenditore o al lavoratore autonomo titolare di partita IVA e che (naturalmente) non sia fallibile, di avanzare un piano del consumatore, purché lo stesso sia destinato a pagare debiti sorti per ragioni familiari in senso ampio.

Dall’altro apre le porte della procedura anche a quei debiti non pagati derivanti da impegni presi a favore di terzi, quali garanzie o fideiussioni, purché gli stessi non abbiano riflessi in una propria attività d’impresa; si pensi, cioè, alla possibilità di far rientrare nel piano del consumatore tutte quelle somme di denaro pagate a fronte di garanzie rilasciate a società altrui (ad esempio di conoscenti o familiari) così aumentando le potenzialità e gli ambiti di applicazione della procedura di sovraindebitamento.