Ott 10

Come può il privato liberarsi dai debiti?

Come può il privato liberarsi dai debiti?

La legge n. 3/2012, o anche detta legge sul sovraindebitamento, è rivolta oltre che alle piccole imprese non fallibili, anche ai privati, tant’è che si parla spesso anche di esdebitazione del privato, in tal modo riferendosi alla conclusione positiva per il privato-consumatore della procedura di sovraindebitamento.
Pertanto, occorre fare chiarezza su chi si definisce privato, o meglio consumatore, e dunque su chi possa beneficiare della legge n. 3/2012. Per privato s’intende il soggetto persona fisica, vale a dire il cittadino di tutti i giorni che si trovi in una condizione di “sovraindebitamento”: tale condizione si verifica quando un soggetto è titolare di un patrimonio nel quale i debiti sono maggiori rispetto all’attivo, cioè al complesso dei beni (mobili e immobili) di cui si è proprietari. Inoltre, per potersi realizzare un’ipotesi di esdebitazione del privato, è necessario che la persona fisica abbia assunto dei debiti non svolgendo la propria attività professionale, cioè l’attività lavorativa solitamente svolta, ma in conseguenza della gestione della propria vita privata. Difatti, il ricorso alla procedura per cancellare i debiti è frequente per persone che non riescono più a far fronte alle rate del proprio mutuo ipotecario (il più delle volte acceso per acquistare la propria abitazione principale), oppure a tasse, contributi o altre imposizioni similari, rivendicate dagli Enti impositori mediante Equitalia.

Poter concretizzare l’esdebitazione del privato, nel rispetto della legge n. 3/2012, occorre incardinare un giudizio, attraverso un legale di propria fiducia, presso il Tribunale in cui risiede colui che intende beneficiarne. Al fine del buon esito della procedura di sovraindebitamento del consumatore, è necessario quindi che la persona che se n’è avvalsa tenti un accordo con il 60% dei propri creditori oppure sottoponga (con l’assistenza del proprio legale e di un esperto nominato dal Tribunale) all’autorità giudiziaria cui ci si è rivolti, una proposta di accordo con i creditori realizzabile in concreto (il cd piano del consumatore).
Ultima possibilità che ha il privato per esdebitarsi, qualora non raggiunga un accordo con i propri creditori, è rappresentata dalla possibilità di liquidare, cioè di mettere in vendita, tutti i beni di cui è proprietario, attribuendo il ricavato ai propri creditori che, in tal modo, vedranno soddisfatte definitivamente le proprie pretese, anche per il caso in cui non siano state interamente soddisfatte.