Lug 25

Liquidazione dei beni: primo caso presso il Tribunale di Lodi

Liquidazione dei beni: primo caso presso il Tribunale di Lodi

Nel giorno 29 Aprile 2016, i legali del team di Debitiaddio hanno conseguito un importante risultato in materia di liquidazione dei beni di una azienda.

Il Tribunale di Lodi, infatti, ha emesso il primo storico provvedimento, n. 19/2015 R.G., relativo all’apertura di una procedura di liquidazione ai sensi degli articoli 14 e seguenti della Legge sul sovraindebitamento n. 3/2012.

Il caso ha riguardato, in particolare, una azienda operante nel campo della ristorazione che, a causa degli ingenti debiti accumulati soprattutto verso fornitori e malgrado gli sforzi compiuti per continuare ad operare, aveva comunque deciso di cessare la propria attività. Non restava altra scelta che liquidare i beni di sua proprietà.

Il giudice lodigiano ha rilevato che la richiesta avanzata dai legali era stata corretta sotto molteplici aspetti:

la domanda era stata regolarmente incardinata presso il Foro competente;

-proveniva da una azienda non assoggettabile per ragioni dimensionali alla legge fallimentare e che non aveva fatto ricorso ad alcuno dei procedimenti disciplinati dalla legge n. 3/2012 negli ultimi cinque anni;

-infine, si era trovata in una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte ed il proprio patrimonio attivo liquidabile.

In pratica, sussistevano tutti i presupposti previsti dalla legge per poter dar vita alla liquidazione dei beni aziendali che si era poi tradotta in una vendita all’asta degli stessi.

I creditori, inoltre, hanno potuto monetizzare solo nei limiti di quanto ricavato all’esito dell’asta stessa. In altre parole, una volta che questa è terminata, non è stato più possibile per gli stessi ottenere dal debitore l’intero credito iniziale, ma si sono dovuti accontentare di prendere solo ciò che è derivato dalla vendita e nulla più.

Il lavoro è consistito principalmente in una attività di ricognizione, soprattutto presso professionisti e vari enti finanziari, di tutta la documentazione richiesta dall’organismo di composizione della crisi e necessaria per dare credibilità sia al piano illustrativo della situazione economico-finanziaria della società che alla correlata relazione, la quale si è focalizzata principalmente sull’indicazione delle cause dell’indebitamento, sulle ragioni per le quali l’azienda-debitrice non è stata in grado di far fronte agli obblighi assunti ed infine sul giudizio di attendibilità dei documenti allegati.

La estrema completezza della documentazione prodotta, pur nel rispetto delle tempistiche prefissate, hanno dunque consentito l’emanazione di questo importante decreto che ha avuto come effetto più tangibile per il titolare dell’azienda il divieto, da parte dei vari creditori, di aggredire con azioni esecutive tutti quei beni soggetti alla procedura di liquidazione (c.d. inibitoria).

La decisione del Tribunale di Lodi dimostra ancora una volta l’utilità e le potenzialità del ricorso a questo importante ma ancora poco diffuso istituto chiamato sovraindebitamento.